Il Territorio

Il GAL Campidano comprende un'area territoriale che abbraccia sette comuni - San Gavino Monreale, Pabillonis, Sardara, Serramanna, Serrenti, Nuraminis e Villasor - e coinvolge, da un punto di vista amministrativo, due Unioni di Comuni: Terre del Campidano e Basso Campidano.

Nel 2011 la popolazione dell’area contava 39.760 abitanti e, dal punto di vista socio-demografico, si registra una tendenza progressiva all’invecchiamento e al decremento della popolazione, che si somma a un tasso di dispersione scolastica significativo e a livelli ancora elevati di persone in cerca d’impiego. Nonostante una discreta densità media, tra il 2001 e il 2011 il territorio ha perso circa 1.700 abitanti (pari a un decremento relativo del 4%). Tuttavia, mentre in valore assoluto i comuni maggiormente penalizzati dallo spopolamento sono stati San Gavino Monreale, Serramanna e Nuraminis, le variazioni percentuali negative più significative riguardano Nuraminis (-8%), San Gavino Monreale (-6%) e Sardara (-4%). Gli indici di vecchiaia mostrano inoltre la continua tendenza all’invecchiamento della popolazione del territorio, superiori del 18% e 25% rispetto ai dati regionale e nazionale.

L’economia dell'area è prevalentemente agricola e caratterizzata anche da un patrimonio culturale e naturalistico importante e da una condivisione di identità storiche similari; il ritrovamento di numerosi reperti archeologici, inoltre, permette di collocare i primi insediamenti umani all’età pre-nuragica.

Il tessuto produttivo si caratterizza per la sua vocazione prevalentemente agro-pastorale, con maggioranza di piccole e medie imprese. Il settore primario si contraddistingue per le coltivazioni di cereali, frumento, ortaggi, foraggi, olivo, agrumi, uva; si segnala altresì l’allevamento di bovini, suini, ovini, caprini ed equini. Le particolari condizioni climatiche e biologiche hanno permesso di sviluppare alcune peculiarità in ambito colturale quali piante aromatiche e officinali (in primis, lo zafferano), l’asparago e il grano sardo biologico di qualità “Senatore Cappelli”. Interessante la produzione orticola, specialmente quella relativa ai pomodori, carciofi; sotto questo profilo, l’area a maggiore vocazione è senza dubbi quella del Campidano Irriguo, dove sono presenti importanti realtà agro-industriali, alle quali si affiancano aziende di medie/piccole dimensioni. La centralità e sviluppo del settore agricolo favorisce anche l’indotto e attività correlate (su tutti, trasporti e trasformazione di prodotti). Il settore secondario è costituito da imprese che operano prevalentemente nei comparti alimentari, tra cui il lattiero-caseario, mangimifici, produzione di vini IGT e olii (filiera olivicola-olearia con produzioni DOP), e in quelli che attengono alla lavorazione del legno, tessitura, fabbricazione di gomma, dei laterizi, metallurgico e dell’edilizia. Con riguardo all’attività estrattiva, si segnala quella della inerente la trachite grigia presso il Monte Atzorcu (e la sua famosa “pedra de Serrenti”); numerosi i laboratori artigianali d’eccellenza, sia nel comparto tessile che quelli afferenti la lavorazione della terracotta e del legno, nonché quelli dediti alla produzione di ceramiche e coltelli. Di qualità anche la preparazione e lavorazione dei prodotti da forno che, sotto il profilo dell’analisi sensoriale e organolettica, sono rinomati e pluripremiati a livello regionale (su tutti, su civraxiu e su coccoi).
Dal punto di vista urbanistico, il territorio si contraddistingue per la presenza di case con ampi cortili e costruzioni in mattone crudo (domus de ladiri), elemento questo fondamentale della tipica casa rurale campidanese.
Per quanto attiene al folklore e tradizioni locali, numerose sono le manifestazioni capaci di fungere da attrattore turistico: San Giacomo e Sant’Anna a Serrenti (ultima settimana di luglio); Sant’Isidoro a Serramanna; San Lussorio (Pabillonis); Santa Maria Acquas a Sardara; San Gavino Martire e la sflitata dei traccas (carri da buoi).
Tra i monumenti e luoghi d’interesse, le chiese di Santa Maria della Neve (Pabillonis), S. Antonio Abate (Nuraminis), San Pietro (Villasor) e il castello di Eleonora d’Arborea (Serramanna). Le manifestazioni e sagre più rinomate riguardano quella del grano, dello zafferano, di San Leonardo, del “Pistocheddu de Capa” e “Sorres in Corte”.

Tra le mete da visitare, certamente i numerosi nuraghi, pozzi sacri, tombe dei giganti e ulteriori testimonianze di epoche storiche importanti che parlano ancora oggi all’uomo moderno, come per esempio le acque termali di Santa Maria Acquas, apprezzate fin dai tempi dell’Impero romano).
Per quel che concerne le strutture per i servizi culturali si segnala la presenza di un sistema bibliotecario diffuso e integrato, tra i più efficienti in Sardegna. Notevole il patrimonio architettonico rurale di elevato pregio a Serramanna e Serrenti, così come quello relativo al mondo minerario (San Gavino Monreale e Pabillonis).

I siti istituzionali dei Comuni
http://www.comune.sangavinomonreale.vs.it/
http://www.comune.serramanna.ca.it/
http://www.comune.serrenti.ca.it/it
http://www.comune.nuraminis.ca.it/
http://www.comune.villasor.gov.it/
http://www.comune.pabillonis.vs.it/
http://www.comune.sardara.vs.it/it/index.html