Il Percorso Partecipato

Il Comune di San Gavino, nella fase di costituzione del GAL Campidano, è stato designato quale soggetto Capofila con funzioni di guida e raccordo del partenariato fino alla effettiva istituzione del Gruppo di Azione Locale e della relativa struttura.
Ha promosso per questo due diversi cicli di incontri territoriali di tipo partecipativo, propedeutici alla definizione della propria strategia di sviluppo locale e alla partecipazione al bando regionale.

Le attività di coinvolgimento, animazione e inclusione sono state strutturate in due macro-fasi:
1. una prima fase preparatoria della candidatura, mirata alla promozione dell’iniziativa nel territorio proponente e alla definizione del partenariato;
2. una seconda fase di animazione e progettazione territoriale, finalizzata al massimo coinvolgimento di enti/aziende/soggetti pubblici e privati nello sviluppo del Piano di Azione.
Se nella prima fase sono state adottate le tecniche del focus group, partendo da un’analisi del contesto socio economico dell'area geografica per far emergere in particolar modo le esperienze pregresse dei diversi territori interessati, nella seconda è stato sviluppato un percorso progressivo di analisi, elaborazione dei fabbisogni e definizione di priorità, azioni e interventi caratterizzato da una combinazione di metodologie e strumenti.

In particolare, quest’ultimo è stato avviato il 18 luglio a San Gavino attraverso un incontro multi-stakeholder gestito con le metodologia European Awareness Scenario Workshop (EASW) e mirato alla definizione condivisa degli scenari futuri e delle prime, possibili azioni.

A tale appuntamento hanno fatto seguito cinque incontri di approfondimento e di lavoro, che hanno visto la partecipazione di rappresentanti di tutto il territorio del costituendo GAL: le metodologie e le tecniche di facilitazione utilizzate sono state quelle del Focus group per i primi tre e del Pro actioncafè per gli altri due, opportunamente integrate e adattate alle esigenze specifiche.
Ogni incontro ha avuto l'obiettivo di trovare un punto di vista comune e soluzioni condivise, per creare consenso e sviluppare un senso di appartenenza al territorio nel suo complesso su:
• analisi del contesto e del territorio, della passata programmazione e SWOT;
• individuazione dei fabbisogni e successiva gerarchizzazione;
• definizione delle azioni, delle priorità e dei possibili interventi.
La metodologia del focus group ha favorito un processo di coinvolgimento forte e di responsabilizzazione poiché tutte le scelte, secondo una dinamica bottom-up, sono state fatte dai partecipanti, che le hanno riconosciute come espressione del territorio; seguendo un iter strutturato e condiviso, per usare una metafora, si è così costruito un “puzzle” unendo i “pezzi” di volta in volta emersi. Oggetto del primo incontro è stata l’analisi delle esperienze relative al PSR 2007-2013 - per i comuni facenti parte di GAL preesistenti, in particolare - e di esperienze analoghe su programmi diversi per le altre realtà, seguita da un’analisi di punti di forza e debolezza, minacce e opportunità che caratterizzano il territorio.

La sessione è stata aperta con il metodo di lavoro PCM e il facilitatore ha organizzato i gruppi per l’elaborazione di una matrice SWOT, preceduta da un resoconto degli incontri precedenti e articolata per ambiti tematici prioritari. Al termine delle attività è stato sintetizzato il lavoro svolto dai gruppi e presentato da i portavoce, realizzando una matrice comune.

Nel secondo focus i presenti sono stati invitati a ragionare sul lavoro dell’incontro precedente, partendo dai punti emersi con l’analisi SWOT per passare all’individuazione e alla condivisione dei fabbisogni in un’ottica di needs assessment, per la verifica, la definizione e il riconoscimento delle esigenze partendo dai problemi individuati.
Nel terzo appuntamento sono stati discussi i 18 fabbisogni emersi e trattati secondo la formula della nominal group technique, tecnica decisionale di voto che ha portato alla gerarchizzazione di quanto emerso in un incontro breve, ma fondamentale per l’individuazione degli ambiti prioritari. Dopo un’attenta lettura e valutazione dei fabbisogni individuati, infatti, i partecipanti hanno potuto attribuire dei pesi e delle priorità a ciascuno di essi, evidenziando la focalizzazione su tre ambiti, in particolare: Filiere e sistemi produttivi, Reti ed energia, Paesaggio, suolo e biodiversità.
Nel quarto e quinto i partecipanti sono stati dunque stimolati ad individuare azioni concrete e a tradurre i fabbisogni in linee strategiche, sulla base di una aggregazione di idee e spunti progettuali.

Relativamente ai primi due ambiti prioritari individuati sono state così costruite le linee d’azione sulle quali attivare le future progettualità nel territorio e del territorio, guardando alle ricadute tangibili e al cambiamento possibile in un’ottica di sviluppo sostenibile. Sullo sfondo, il concetto di responsabilità degli attori locali.
La tecnica utilizzata in tali incontri, differente dalla precedente, viene definita pro actioncafè, per definizione, caratterizzata da un forte orientamento all’azione. I presenti hanno dovuto individuare un rappresentante per ogni tavolo di lavoro costituito e sono stati chiamati a redistribuirsi in più fasi di confronto, al termine delle quali il referente individuato, unico soggetto stabile, ha dovuto riportare una sintesi dei contributi raccolti in modo progressivo. Risultati dei due incontri: macro-azioni, possibili interventi, ruoli e responsabilità nei due ambiti Sviluppo e innovazione delle filiere e dei sistemi produttivi locali e Sviluppo della filiera dell'energia rinnovabile.
In seguito a questo ciclo di appuntamenti, il soggetto capofila ha coinvolto amministratori e produttori in due ulteriori incontri dedicati alla condivisione di quanto emerso e a un approfondimento su azioni, criteri di selezione e forme di governance.
È del 13 settembre, invece, la partecipata Assemblea di approvazione del Piano.

Locandina PPP